La frutta disidratata fa bene come quella fresca

13/03/2017

La frutta disidratata fa bene come quella fresca Gli studiosi concordano sui suoi effetti protettivi e ne consigliano un consumo quotidiano, ma invitano a dosare bene le porzioni.

Nelle raccomandazioni dei nutrizionisti la frutta disidratata dovrebbe avere pari dignità di quella fresca. Albicocche e mele disidratate, prugne e fichi secchi, uvetta e datteri non avrebbero niente da invidiare alla frutta fresca di cui si raccomanda un consumo quotidiano. A sostenerlo sono i ricercatori che si sono dati appuntamento a Budapest per il Congresso mondiale sulla frutta secca e disidratata.

"La frutta secca è una grande fonte di fibra solubile nella dieta", spiega Daniel Gallagher, dell'Università del Minnesota. "Proprio come la frutta fresca, ha un basso indice glicemico e può giocare un ruolo importante nella prevenzione di vari aspetti dei disturbi metabolici".

E oltre alla fibra, la frutta disidratata è una delle migliori fonti di potassio e contiene composti fenolici e vitamine e minerali tipici di ciascuno frutto. "Non ci sono dubbi", argomenta Gary Williamson dell'Università inglese di Leeds, "che i polifenoli vegetali proteggano dalle malattie cardiache. Gli effetti sulla salute sono complessi e sembrano funzionare in molti modi diversi, non solo come antiossidanti". Alcuni frutti, "inclusi quelli disidratati", prosegue Williamson, "contengono alti livelli di una varietà di polifenoli e stiamo cominciando a comprendere il loro effetto protettivo sulla salute".

Come mai allora la frutta secca gode ancora di una mediocre fama sotto il profilo nutrizionale? Per via del tenore calorico e dell'elevato contenuto di zuccheri. L'errore più grossolano è quello di confrontare frutta fresca e frutta disidratata a parità di peso. Ma 100 grammi di frutta disidratata, dalla quale per definizione sono stati tolti i liquidi, avranno per forza una concentrazione di zuccheri maggiore e quindi un tenore calorico più elevato rispetto alla stessa quantità di prodotto fresco.

Una volta adattate le porzioni, però, non c'è motivo per privarsi della frutta secca come spuntino. Anzi, i benefici sembrano in alcuni casi essere superiori perfino a quelli legati al consumo dell'alimento fresco. "La nostra ricerca sulla frutta disidratata (uva sultanina)", racconta Andriana Kaliora della Harokopio University di Atene, in Grecia, "suggerisce che inibisca alcune forme di cancro in vitro". I meccanismi sono sconosciuti, ma l'effetto è uno stop alla propagazione delle cellule cancerose e una soppressione dell'infiammazione.

Facile da conservare, di lunga durata, ottima come ingrediente per la preparazione di altri alimenti, la frutta disidratata può quindi entrare di diritto nel novero degli alimenti che dovremmo consumare più spesso, avendo cura di non eccedere nelle porzioni.

Fonte: Panorama

Archivio News

Copyright 2017 - Zenone Iozzino s.r.l.